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La gastronomia pantesca è
particolarmente originale, essendo una commistioni di sapori tutti
mediterranei, che nel tempo hanno saputo fondere tendenze culinarie della
Sicilia, ma anche del mondo arabo, che ha abitato la costa settentrionale
dell'Africa, a cui l'isola è maggiormente vicina. |
La sua posizione geografica, infatti, ha reso nel tempo Pantelleria un vero
crocevia di tradizioni, usi e costumi che oggi rimangono nei nomi delle
contrade, nella lingua dei suoi abitanti e nella particolare architettura
dei suoi edifici, i dammusi.

Queste tradizioni diverse sono riuscite a fondersi sull'isola, dando
origine, specialmente in cucina, a piatti dall'indubbio sapore di
antico, che tuttavia, ancor oggi restano particolarmente vivi e attuali.
Una cucina, "povera", come solitamente si dice, propria del mondo
contadino, che ha sempre abitato le coste e l'entroterra di quest'isola,
chiamata ormai da tutti la Perla Nera del Mediterraneo, a causa della
sua origine vulcanica.
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Proprio la
configurazione del suo territorio ha fatto sì che il terreno dell'isola
sia particolarmente fertile per quelle colture come la vite, il cappero
e l'olivo, che da sempre hanno rappresentato il volano dell'economia
pantesca.
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Da questa materia prima, i secoli
e la semplice sapienza degli abitanti dell'isola hanno saputo dare vita a
tutta una serie di piatti dai sapori certamente decisi ma armoniosi nel loro
insieme, così come armoniosi e decisi sono le zone di un territorio
estremamente variegato, che sa alternare le rare zone pianeggianti delle
valli di Ghirlanda e Monastero, ai dolci pendii di Scauri, Rekhale, Bukkuram
e Khamma, alle zone più impervie di Dietro Isola e Balata dei Turchi.
Panorami unici nel loro insieme, come particolare e unica è la cucina di
quest' isola, che il visitatore può assaporare sia all'ombra del cannizzo del
proprio dammuso, sia, una volta lontano, nel calore di un ricordo che rende
ancora vivi i sapori, un tempo provati.
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